Cosa succede se superi 85.000 € nel regime forfettario

Guida fiscale Aggiornata al 10 settembre 2026 Lettura: 7 minuti

⚡ In breve

Se incassi oltre 85.000 € ma resti sotto i 100.000, il 2026 lo chiudi da forfettario e passi al regime ordinario dal 2027. Se superi 100.000 € esci subito: dalla fattura che sfora devi applicare l'IVA e tutto l'anno viene tassato con le regole ordinarie. Contano gli incassi, non le fatture emesse.

Cosa succede se supero 85.000 € di compensi?

Niente, per quest'anno. Chi percepisce più di 85.000 € ma resta sotto i 100.000 rimane nel forfettario per tutto l'anno del superamento e passa al regime ordinario dal 1° gennaio successivo. Le fatture del 2026 restano quindi senza IVA, con natura N2.2 e regime RF19 come sempre.

Lo dice la circolare 32/E del 5 dicembre 2023 dell'Agenzia delle Entrate: percepire compensi sopra gli 85.000 €, ma sotto i 100.000, «non pregiudica la permanenza nel regime forfetario nell'anno in cui avviene il superamento, ma comporta la fuoriuscita dal regime medesimo dall'anno successivo».

Tradotto per chi lavora a ore: se nel 2026 arrivi a 92.000 € incassati, chiudi l'anno da forfettario e paghi l'imposta sostitutiva su tutto. Dal 2027 però apri la posizione IVA, addebiti l'imposta in fattura, tieni i registri e passi all'IRPEF a scaglioni con le spese deducibili documentate.

E se supero 100.000 €? L'uscita è immediata

Qui cambia tutto. Oltre i 100.000 € di compensi percepiti il regime forfettario cessa dallo stesso anno, e l'effetto scatta dal momento esatto del superamento. È una regola introdotta dalla legge di bilancio 2023 e ancora in vigore nel 2026.

Cosa cambia Da 85.001 a 100.000 € Oltre 100.000 €
Quando esci Dall'anno successivo Subito, dall'anno stesso
IVA in fattura No, fino al 31 dicembre Sì, dall'operazione che sfora
Tassazione dell'anno Imposta sostitutiva Regole ordinarie su tutto l'anno
Ritenuta d'acconto 20% Mai Dall'incasso che sfora in poi

Il punto più pesante è la terza riga: secondo la circolare 32/E, per il periodo d'imposta in cui i compensi superano i 100.000 € «il reddito è determinato con le modalità ordinarie». Non solo la parte eccedente: tutto l'anno, comprese le prestazioni fatturate a gennaio quando eri ancora forfettario a tutti gli effetti.

Cambia anche la ritenuta d'acconto. Il forfettario non la subisce, l'ex forfettario sì: la circolare precisa che la ritenuta del 20% si applica al compenso il cui incasso comporta il superamento e a quelli successivi, non retroattivamente a quelli già incassati prima. Dal primo pagamento successivo al superamento diventi anche sostituto d'imposta sulle prestazioni professionali che ricevi.

Conta il fatturato o l'incassato?

L'incassato. Nel forfettario vale il criterio di cassa: contano i compensi percepiti nell'anno, non quelli fatturati. La circolare 32/E lo dice per la permanenza nel regime (dipende «dall'ammontare dei ricavi o compensi incassati», anche se la prestazione è di anni precedenti, «senza tener conto dei ricavi o compensi documentati» ma non incassati) e lo conferma per la soglia dei 100.000 €.

Conseguenza pratica: una fattura di dicembre 2026 pagata a gennaio 2027 pesa sul 2027. Una fattura di novembre 2025 incassata a marzo 2026 pesa sul 2026, anche se il turno è dell'anno prima. Il conto che conta è quello del conto corrente.

Nostra lettura, non una regola scritta: se a fine anno sei vicino alla soglia, l'unica leva legittima è quando la prestazione viene effettuata e pagata, non la data che scrivi in fattura. Retrodatare o postdatare una fattura per spostare l'incasso di anno è una falsa fatturazione, non una pianificazione. Se il caso è borderline, parlane con il commercialista.

La fattura che fa sforare va tutta con IVA?

Sì, per intero. È la domanda a cui l'Agenzia delle Entrate risponde al paragrafo 4.1 della circolare 32/E: non si può spezzare l'operazione in una parte senza IVA fino a 100.000 € e una parte con IVA per l'eccedenza.

L'esempio della circolare

Un contribuente ha percepito 90.000 € nel corso dell'anno. Effettua una nuova operazione da 20.000 € e ne incassa contestualmente il corrispettivo: deve emettere la fattura applicando l'IVA sull'intero valore di 20.000 €, non solo sui 10.000 € che eccedono la soglia.

C'è un caso in più da tenere a mente: se la fattura era già stata emessa da forfettario, senza IVA, e l'incasso arriva dopo, gli obblighi IVA vanno assolti al momento dell'incasso integrando la fattura emessa prima. Da lì in avanti tutte le fatture sono elettroniche con IVA esposta, e il regime da indicare non è più RF19.

Sapere a quanto sei arrivato, prima di emettere

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Ho aperto la partita IVA a metà anno: le soglie si riproporzionano?

Le due soglie si comportano in modo diverso, ed è il punto che sfugge più spesso.

Come tengo d'occhio la soglia durante l'anno?

Chi lavora a ore ci arriva per accumulo, non con una commessa singola: qualche turno in più al mese, una farmacia nuova, le domeniche pagate di più. A settembre pochi sanno dire a memoria a quanto sono arrivati da gennaio, ed è proprio quando servirebbe saperlo.

  1. Parti dal fatturato progressivo dell'anno, sommando tutte le fatture emesse dal 1° gennaio.
  2. Togli le fatture non ancora incassate: quelle conteranno nell'anno in cui il cliente paga.
  3. Aggiungi gli incassi di fatture vecchie arrivati quest'anno, che a fine anno scorso non avevi contato.
  4. Confronta il risultato con 85.000 e 100.000 € e proietta i mesi che mancano al ritmo attuale.
Qui Turny ti dà il primo numero: registri i turni con le tariffe feriali, sabato e domenica, generi le fatture elettroniche e le statistiche ti mostrano quanto hai fatturato nel periodo, con la proiezione sull'anno. Il passo 2 resta tuo, perché il conto corrente lo vedi solo tu: la soglia si misura sugli incassi, non sulle fatture emesse.

Se non hai ancora emesso le fatture del mese, la guida su come funziona la fattura elettronica nel forfettario spiega i campi da compilare, e quella su come caricare l'XML su Fatture e Corrispettivi come trasmetterle allo SDI.

Le altre soglie del 2026 che ti fanno uscire dal forfettario

I compensi non sono l'unico modo per perdere il regime. Nella scheda dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata al 21 luglio 2026, ci sono due limiti che riguardano da vicino chi affianca i turni a un lavoro dipendente:

Limite Come funziona
35.000 € di redditi da lavoro dipendente Il limite ordinario è 30.000 €, ma per il 2025 e il 2026 è elevato a 35.000 €. Si guarda ai redditi dell'anno precedente e non si applica se il rapporto di lavoro è cessato in quell'anno.
20.000 € di spese per personale Spese lorde per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori. Difficile da toccare per chi lavora da solo, va tenuto d'occhio se ti fai aiutare.

A differenza dei 100.000 €, queste cause fanno uscire dal regime dall'anno successivo, mai a metà anno. E la soglia dei 35.000 € è una proroga annuale, confermata per il 2026: va riverificata a fine anno, perché senza un nuovo intervento tornerebbe a 30.000 €. Se il tuo caso è il doppio lavoro, il confronto completo è nella guida su quanto rende il forfettario rispetto al lavoro dipendente.

Domande frequenti

Superare 85.000 € nel forfettario comporta sanzioni? +

No, non è un illecito: superare la soglia fa perdere il regime, non fa scattare una sanzione. Le sanzioni arrivano semmai dopo, se una volta usciti non si applicano gli obblighi ordinari: IVA in fattura, registri, dichiarazione IVA.

Emetto la fattura a dicembre 2026 ma la incasso a gennaio 2027: in quale anno conta? +

Nel 2027, perché nel forfettario vale il criterio di cassa: contano i compensi percepiti, non quelli fatturati. La circolare 32/E del 2023 dell'Agenzia delle Entrate lo ribadisce sia per la permanenza nel regime sia per la soglia dei 100.000 euro.

Devo comunicare all'Agenzia delle Entrate che sono uscito dal forfettario? +

Non serve una comunicazione preventiva: il forfettario è un regime naturale e l'uscita si desume dai fatti. Vanno però assolti gli obblighi ordinari, e la circolare 32/E del 2023 elenca fra questi l'istituzione dei registri contabili dal momento del superamento dei 100.000 euro.

Dopo essere uscito posso rientrare nel regime forfettario? +

Sì. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che chi supera i 100.000 euro in un anno può rientrare dal secondo anno successivo, se nell'anno intermedio resta entro 85.000 euro di ricavi o compensi e rispetta le altre condizioni.

Turny mi dice quanto ho fatturato finora nell'anno? +

Sì. Turny registra i turni con le tariffe feriali, sabato e domenica, genera le fatture elettroniche e mostra il totale fatturato con le statistiche del periodo. È il punto di partenza per controllare la soglia: al totale vanno tolte le fatture non ancora incassate, perché il limite si misura sugli incassi.

Fonti: circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023 e scheda «Regime forfetario» del sito dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata al 21 luglio 2026. Riferimenti normativi: articolo 1, commi 54 e 71, della legge 190/2014, come modificati dalla legge 197/2022. Questa pagina è informativa e non sostituisce il parere del commercialista.

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