Cosa succede se supero 85.000 € di compensi?
Niente, per quest'anno. Chi percepisce più di 85.000 € ma resta sotto i 100.000 rimane nel forfettario per tutto l'anno del superamento e passa al regime ordinario dal 1° gennaio successivo. Le fatture del 2026 restano quindi senza IVA, con natura N2.2 e regime RF19 come sempre.
Lo dice la circolare 32/E del 5 dicembre 2023 dell'Agenzia delle Entrate: percepire compensi sopra gli 85.000 €, ma sotto i 100.000, «non pregiudica la permanenza nel regime forfetario nell'anno in cui avviene il superamento, ma comporta la fuoriuscita dal regime medesimo dall'anno successivo».
Tradotto per chi lavora a ore: se nel 2026 arrivi a 92.000 € incassati, chiudi l'anno da forfettario e paghi l'imposta sostitutiva su tutto. Dal 2027 però apri la posizione IVA, addebiti l'imposta in fattura, tieni i registri e passi all'IRPEF a scaglioni con le spese deducibili documentate.
E se supero 100.000 €? L'uscita è immediata
Qui cambia tutto. Oltre i 100.000 € di compensi percepiti il regime forfettario cessa dallo stesso anno, e l'effetto scatta dal momento esatto del superamento. È una regola introdotta dalla legge di bilancio 2023 e ancora in vigore nel 2026.
| Cosa cambia | Da 85.001 a 100.000 € | Oltre 100.000 € |
|---|---|---|
| Quando esci | Dall'anno successivo | Subito, dall'anno stesso |
| IVA in fattura | No, fino al 31 dicembre | Sì, dall'operazione che sfora |
| Tassazione dell'anno | Imposta sostitutiva | Regole ordinarie su tutto l'anno |
| Ritenuta d'acconto 20% | Mai | Dall'incasso che sfora in poi |
Il punto più pesante è la terza riga: secondo la circolare 32/E, per il periodo d'imposta in cui i compensi superano i 100.000 € «il reddito è determinato con le modalità ordinarie». Non solo la parte eccedente: tutto l'anno, comprese le prestazioni fatturate a gennaio quando eri ancora forfettario a tutti gli effetti.
Cambia anche la ritenuta d'acconto. Il forfettario non la subisce, l'ex forfettario sì: la circolare precisa che la ritenuta del 20% si applica al compenso il cui incasso comporta il superamento e a quelli successivi, non retroattivamente a quelli già incassati prima. Dal primo pagamento successivo al superamento diventi anche sostituto d'imposta sulle prestazioni professionali che ricevi.
Conta il fatturato o l'incassato?
L'incassato. Nel forfettario vale il criterio di cassa: contano i compensi percepiti nell'anno, non quelli fatturati. La circolare 32/E lo dice per la permanenza nel regime (dipende «dall'ammontare dei ricavi o compensi incassati», anche se la prestazione è di anni precedenti, «senza tener conto dei ricavi o compensi documentati» ma non incassati) e lo conferma per la soglia dei 100.000 €.
Nostra lettura, non una regola scritta: se a fine anno sei vicino alla soglia, l'unica leva legittima è quando la prestazione viene effettuata e pagata, non la data che scrivi in fattura. Retrodatare o postdatare una fattura per spostare l'incasso di anno è una falsa fatturazione, non una pianificazione. Se il caso è borderline, parlane con il commercialista.
La fattura che fa sforare va tutta con IVA?
Sì, per intero. È la domanda a cui l'Agenzia delle Entrate risponde al paragrafo 4.1 della circolare 32/E: non si può spezzare l'operazione in una parte senza IVA fino a 100.000 € e una parte con IVA per l'eccedenza.
L'esempio della circolare
Un contribuente ha percepito 90.000 € nel corso dell'anno. Effettua una nuova operazione da 20.000 € e ne incassa contestualmente il corrispettivo: deve emettere la fattura applicando l'IVA sull'intero valore di 20.000 €, non solo sui 10.000 € che eccedono la soglia.
C'è un caso in più da tenere a mente: se la fattura era già stata emessa da forfettario, senza IVA, e l'incasso arriva dopo, gli obblighi IVA vanno assolti al momento dell'incasso integrando la fattura emessa prima. Da lì in avanti tutte le fatture sono elettroniche con IVA esposta, e il regime da indicare non è più RF19.
Sapere a quanto sei arrivato, prima di emettere
Turny tiene il conto dei turni e delle fatture del periodo, così la fattura da 20.000 € non ti coglie di sorpresa.
Ho aperto la partita IVA a metà anno: le soglie si riproporzionano?
Le due soglie si comportano in modo diverso, ed è il punto che sfugge più spesso.
- 85.000 €: sì, va ragguagliata ad anno. La legge parla di ricavi o compensi «ragguagliati ad anno». Chi apre il 1° luglio e incassa 45.000 € entro dicembre ha di fatto superato il limite, perché su base annua vale il doppio, e dall'anno dopo passa all'ordinario.
- 100.000 €: no. Nella circolare 32/E l'Agenzia osserva che il legislatore ha previsto il ragguaglio solo per gli 85.000 €, e ritiene quindi che il superamento dei 100.000 € vada inteso «in termini assoluti», guardando ai compensi concretamente percepiti. Attenzione: è una posizione di prassi, non una frase di legge.
Come tengo d'occhio la soglia durante l'anno?
Chi lavora a ore ci arriva per accumulo, non con una commessa singola: qualche turno in più al mese, una farmacia nuova, le domeniche pagate di più. A settembre pochi sanno dire a memoria a quanto sono arrivati da gennaio, ed è proprio quando servirebbe saperlo.
- Parti dal fatturato progressivo dell'anno, sommando tutte le fatture emesse dal 1° gennaio.
- Togli le fatture non ancora incassate: quelle conteranno nell'anno in cui il cliente paga.
- Aggiungi gli incassi di fatture vecchie arrivati quest'anno, che a fine anno scorso non avevi contato.
- Confronta il risultato con 85.000 e 100.000 € e proietta i mesi che mancano al ritmo attuale.
Se non hai ancora emesso le fatture del mese, la guida su come funziona la fattura elettronica nel forfettario spiega i campi da compilare, e quella su come caricare l'XML su Fatture e Corrispettivi come trasmetterle allo SDI.
Le altre soglie del 2026 che ti fanno uscire dal forfettario
I compensi non sono l'unico modo per perdere il regime. Nella scheda dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata al 21 luglio 2026, ci sono due limiti che riguardano da vicino chi affianca i turni a un lavoro dipendente:
| Limite | Come funziona |
|---|---|
| 35.000 € di redditi da lavoro dipendente | Il limite ordinario è 30.000 €, ma per il 2025 e il 2026 è elevato a 35.000 €. Si guarda ai redditi dell'anno precedente e non si applica se il rapporto di lavoro è cessato in quell'anno. |
| 20.000 € di spese per personale | Spese lorde per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori. Difficile da toccare per chi lavora da solo, va tenuto d'occhio se ti fai aiutare. |
A differenza dei 100.000 €, queste cause fanno uscire dal regime dall'anno successivo, mai a metà anno. E la soglia dei 35.000 € è una proroga annuale, confermata per il 2026: va riverificata a fine anno, perché senza un nuovo intervento tornerebbe a 30.000 €. Se il tuo caso è il doppio lavoro, il confronto completo è nella guida su quanto rende il forfettario rispetto al lavoro dipendente.
Domande frequenti
Superare 85.000 € nel forfettario comporta sanzioni? +
No, non è un illecito: superare la soglia fa perdere il regime, non fa scattare una sanzione. Le sanzioni arrivano semmai dopo, se una volta usciti non si applicano gli obblighi ordinari: IVA in fattura, registri, dichiarazione IVA.
Emetto la fattura a dicembre 2026 ma la incasso a gennaio 2027: in quale anno conta? +
Nel 2027, perché nel forfettario vale il criterio di cassa: contano i compensi percepiti, non quelli fatturati. La circolare 32/E del 2023 dell'Agenzia delle Entrate lo ribadisce sia per la permanenza nel regime sia per la soglia dei 100.000 euro.
Devo comunicare all'Agenzia delle Entrate che sono uscito dal forfettario? +
Non serve una comunicazione preventiva: il forfettario è un regime naturale e l'uscita si desume dai fatti. Vanno però assolti gli obblighi ordinari, e la circolare 32/E del 2023 elenca fra questi l'istituzione dei registri contabili dal momento del superamento dei 100.000 euro.
Dopo essere uscito posso rientrare nel regime forfettario? +
Sì. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che chi supera i 100.000 euro in un anno può rientrare dal secondo anno successivo, se nell'anno intermedio resta entro 85.000 euro di ricavi o compensi e rispetta le altre condizioni.
Turny mi dice quanto ho fatturato finora nell'anno? +
Sì. Turny registra i turni con le tariffe feriali, sabato e domenica, genera le fatture elettroniche e mostra il totale fatturato con le statistiche del periodo. È il punto di partenza per controllare la soglia: al totale vanno tolte le fatture non ancora incassate, perché il limite si misura sugli incassi.
Fonti: circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023 e scheda «Regime forfetario» del sito dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata al 21 luglio 2026. Riferimenti normativi: articolo 1, commi 54 e 71, della legge 190/2014, come modificati dalla legge 197/2022. Questa pagina è informativa e non sostituisce il parere del commercialista.